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Wastudy, online la sesta edizione dell’Osservatorio
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Wastudy, online la sesta edizione dell’Osservatorio

Il progetto promosso dal Gruppo Marazzato si rinnova con i dati 2026 e, da quest’anno, entra in partnership con AGICI

È online la sesta edizione di Wastudy, l’Osservatorio italiano del mercato dei rifiuti speciali promosso dal Gruppo Marazzato per offrire a imprese, operatori e stakeholder uno strumento di lettura aggiornato sull’evoluzione del settore.

Il progetto nasce da un’esigenza molto concreta: mettere ordine in un mercato complesso, articolato e in costante trasformazione, nel quale la disponibilità di dati chiari e confrontabili rappresenta un valore strategico. L’idea prende forma a partire dal 2019, quando il tema dell’esistenza di un “listino” dei rifiuti e di una mappatura strutturata degli operatori diventa sempre più centrale per chi lavora nella gestione dei rifiuti industriali. Da qui la volontà del Gruppo Marazzato di costruire un osservatorio dinamico, gratuito e costantemente aggiornato, capace di raccogliere informazioni su operatori, servizi offerti, tipologie di rifiuti trattati, attività impiantistiche, ricerca e sviluppo e fasce di prezzo applicate alle principali categorie di rifiuti speciali.

La ricerca è realizzata in collaborazione con Cribis, società specializzata nella data intelligence, che ha contribuito alla raccolta e all’analisi dei dati alla base dell’Osservatorio. Nel tempo Wastudy è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per comprendere le dinamiche del comparto, con l’obiettivo di aiutare il settore industriale italiano ad anticipare e interpretare i cambiamenti del mercato.

gruppo Marazzato - Rimozione amianto Isollaz web-01

La nuova edizione 2026 conferma il ruolo dell’Osservatorio come strumento di monitoraggio del settore. L’universo di riferimento individuato comprende oggi circa 1.091 imprese attive nel comparto dei rifiuti speciali in Italia. L’analisi evidenzia una presenza significativa di operatori nel Nord-Ovest, area storicamente caratterizzata da un tessuto produttivo molto sviluppato, e conferma la centralità del codice ATECO 38, relativo alle attività di raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti, che nel 2026 rappresenta il 77% del campione analizzato. Seguono le attività legate alla gestione delle reti fognarie, pari all’8%, e altri settori collegati alla filiera, pari al 15%.

Anche la distribuzione per classe di addetti restituisce l’immagine di un mercato composto da realtà di dimensioni diverse: il 35% degli operatori analizzati si colloca nella fascia tra 15 e 49 addetti, il 27% conta 50 addetti o più, il 26% tra 6 e 14 addetti e il 12% fino a 5 addetti. Un quadro che conferma la varietà del settore e l’importanza di disporre di strumenti capaci di leggerne le trasformazioni, le prospettive di crescita e le dinamiche competitive.

La sesta edizione segna inoltre un passaggio importante: da quest’anno Wastudy è in partnership con AGICI, realtà di riferimento nell’analisi dei settori energia, ambiente, utilities e infrastrutture. I nuovi dati saranno presentati il 24 giugno 2026 a Milano, in occasione dell’evento “Le nuove geografie del valore nell’industria dei rifiuti. Investimenti e modelli di crescita nelle filiere italiane dei rifiuti urbani e speciali”, terzo convegno annuale dell’Osservatorio Riciclo & Rifiuti di AGICI.

L’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto non solo sul mercato dei rifiuti urbani, ma anche su quello dei rifiuti speciali, in una fase in cui il settore è attraversato da importanti fenomeni aggregativi, nuovi investimenti impiantistici e sfide legate alla congiuntura economica internazionale. All’interno del programma è previsto il keynote speech introduttivo di Alberto Marazzato, AD del Gruppo Marazzato, nella sessione dedicata ai rifiuti speciali, mentre il Direttore Vendite Gabriele Rostagno parteciperà al panel Un modello per i rifiuti speciali: tra sinergie industriali e rifiuti emergenti 

Con Wastudy, il Gruppo Marazzato rinnova quindi il proprio impegno nella costruzione di conoscenza condivisa a supporto della filiera ambientale. Un osservatorio nato dall’esperienza diretta sul campo e sviluppato per offrire al mercato uno strumento trasparente, accessibile e utile a leggere un comparto sempre più strategico per il sistema industriale italiano.