Dai fanghi di dragaggio a nuovi materiali per l’edilizia: brevetto per il Politecnico di Torino e il Gruppo Marazzato
L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ha concesso il brevetto per un procedimento di geopolimerizzazione dei fanghi di dragaggio, frutto della collaborazione tra Il Politecnico di Torino e Marazzato Soluzioni Ambientali
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, ha concesso il brevetto per invenzione industriale n. 102024000017923, dal titolo “Procedimento di geopolimerizzazione di un fango di dragaggio”. I titolari sono il Politecnico di Torino e Marazzato Soluzioni Ambientali, società del Gruppo Marazzato.
L’invenzione è firmata dal gruppo di ricerca del Politecnico di Torino formato da Devid Falliano, Luciana Restuccia, Jean-Marc Tulliani, Federico Vecchio e Marco Zerbinatti. Il procedimento consente di trasformare i fanghi di dragaggio, i sedimenti che si accumulano negli invasi e che devono essere rimossi periodicamente, in geopolimeri: materiali inorganici utilizzabili nel settore delle costruzioni, per esempio in pavimentazioni ed elementi di arredo urbano.
Il percorso parte da lontano. Oltre dieci anni fa un gruppo multidisciplinare del Politecnico di Torino aveva iniziato a studiare il recupero dei fanghi di segagione della pietra ornamentale, arrivando a un primo brevetto dell’Ateneo. Dal 2020, con l’avvio della partnership con il Gruppo Marazzato, la ricerca si è estesa ai limi di dragaggio, che hanno una composizione affine. Nel 2021 le prime piastrelle prototipali ottenute con questo approccio sono state esposte alla Milano Design Week. La domanda di brevetto è stata depositata nel luglio 2024 e la concessione è arrivata ad agosto 2026.
Il brevetto giunge pochi mesi dopo il rinnovo triennale dell’accordo di collaborazione tra Politecnico e Gruppo, firmato a febbraio 2026 dal Rettore Stefano Paolo Corgnati e dall’Amministratore Delegato Alberto Marazzato. L’accordo indica proprio la produzione di geopolimeri da fanghi di dragaggio tra i temi di ricerca prioritari.

«Io credo che questo brevetto dimostri cosa succede quando un’impresa e un’università decidono di camminare insieme per davvero», dichiara Alberto Marazzato, Amministratore Delegato del Gruppo Marazzato. «Il merito scientifico è dei ricercatori del Politecnico. Noi abbiamo creduto fin dall’inizio in questa ricerca e l’abbiamo accompagnata con la nostra esperienza industriale. Da oltre settant’anni gestiamo rifiuti, e io penso che il nostro compito oggi sia anche dimostrare che ciò che finora era uno scarto può tornare a essere una risorsa.»
«Per noi questo risultato conferma il valore di una collaborazione in cui la ricerca universitaria e le esigenze concrete di chi gestisce i rifiuti ogni giorno si incontrano», aggiunge l’ing. Eleonora Longo, Responsabile Ricerca e Sviluppo del Gruppo Marazzato. «Ora lavoreremo insieme per portare questa tecnologia verso l’applicazione industriale.»
«Il gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, che lavora su questi temi con il coordinamento di SinTesiLab (DISEG), continuerà lo sviluppo di materiali, sistemi e subsistemi innovativi per applicazioni in edilizia», commentano i componenti del gruppo di ricerca del Politecnico di Torino. «Le finalità sono molteplici: per esempio, migliorare le prestazioni degli edifici, valorizzare gli scarti di varie filiere, contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle attività del settore delle costruzioni mediante l’utilizzo di materie prime seconde, sottoprodotti, materiali riciclabili. In tal senso, la collaborazione con il gruppo Marazzato e altri Stakeholder è indubbiamente proficua, perché agevola il passaggio dalle sperimentazioni di laboratorio alla realtà produttiva.»
Il valore ambientale della tecnologia è doppio: offre una soluzione alla gestione dei sedimenti rimossi dagli invasi e, allo stesso tempo, propone materiali da costruzione che riducono il ricorso a materie prime vergini.
